Ristruttura casa per farne un affittacamere: perde il bonus e deve paga le sanzioni
Un immobile trasformato da abitazione a struttura turistico-ricettiva fa perdere la detrazione edilizia: cosa hanno deciso i giudici tributari del Veneto nella sentenza n. 431/2026.
Ristrutturare un'abitazione per trasformarla in un affittacamere può comportare la perdita del bonus ristrutturazioni, anche quando l'immobile era originariamente accatastato come residenziale.
A chiarirlo è la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Veneto, con la sentenza n. 431/2026, depositata il 14 maggio 2026, che ha respinto l'appello di un contribuente contro il recupero della detrazione disposto dall'Agenzia delle Entrate.
Nel caso esaminato, il Fisco ha recuperato 2.400 euro di IRPEF, applicando anche 2.160 euro di sanzioni.
Il punto decisivo non è stato il semplice utilizzo turistico dell'immobile, ma il cambio di destinazione d'uso da residenziale a turistico-ricettiva, previsto durante i lavori e concretamente realizzato al loro termine.
Bonus ristrutturazioni perso: cosa è successo al proprietario?
La controversia riguarda un contribuente comproprietario al 50% di un immobile situato nel centro storico di Verona.
Nell'ottobre 2014 i proprietari avevano ottenuto l'autorizzazione per ristrutturare il fabbricato, originariamente classificato nella categoria catastale A/4, corrispondente alle abitazioni di tipo popolare.
Nel gennaio 2015, tuttavia, era stata presentata una variante al progetto, con contestuale richiesta di cambio di destinazione d'uso da abitativo ad affittacamere.
Il 30 settembre 2016, a conclusione dei lavori, l'immobile aveva assunto la destinazione urbanistica turistico-ricettiva ed era passato dalla categoria catastale A/4 alla D/2, relativa ad alberghi e pensioni.
Il contribuente aveva comunque beneficiato della detrazione fiscale per gli interventi edilizi.
L'Agenzia delle Entrate ha contestato il beneficio per l'anno 2016, recuperando la maggiore imposta e applicando le sanzioni.
Dopo il rigetto del ricorso in primo grado, il proprietario ha presentato appello, sostenendo che fosse sufficiente la destinazione residenziale dell'immobile al momento dell'esecuzione dei lavori.
Perché il cambio di destinazione d’uso fa perdere il bonus?
La Corte ha richiamato l'articolo 16-bis del TUIR, che disciplina la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Secondo i giudici, per riconoscere l'agevolazione non basta considerare la classificazione catastale posseduta dall'immobile prima dei lavori.
Occorre valutare anche la finalità dell'intervento e la destinazione che l'edificio assume al suo completamento.
La detrazione può spettare per interventi su immobili residenziali che conservano tale destinazione oppure su immobili inizialmente non residenziali che vengono trasformati in abitazioni.
Non spetta, invece, quando i lavori determinano il passaggio da una destinazione residenziale a una non residenziale, come avvenuto nel caso esaminato.
Nel giudizio è risultato determinante che la trasformazione in affittacamere fosse già prevista dalla variante edilizia del gennaio 2015 e fosse stata effettivamente realizzata nel settembre 2016.
La Corte ha quindi confermato la legittimità del recupero fiscale.
Perché sono state confermate anche le sanzioni?
Il contribuente aveva chiesto, in subordine, la disapplicazione delle sanzioni, invocando una situazione di incertezza normativa.
Anche questa richiesta è stata respinta.
La Corte ha condiviso la valutazione dei giudici di primo grado: l'incertezza che può giustificare l'esclusione delle sanzioni deve essere oggettiva e non derivare da un'interpretazione personale errata della normativa.
Nel caso concreto, secondo i giudici, il testo dell'articolo 16-bis del TUIR era sufficientemente chiaro nel richiedere la destinazione residenziale.
La decisione conferma quindi il recupero dei 2.400 euro di imposta e le sanzioni di 2.160 euro.
La sentenza richiama l'attenzione sull'importanza di verificare la destinazione urbanistica finale dell'immobile prima di applicare le detrazioni per ristrutturazione, soprattutto quando i lavori sono finalizzati alla realizzazione di una struttura turistico-ricettiva.